Archivio

Archiviazioni mensili: settembre 2009

sun, sea, beer... what else?
Io odio i lenti, anzi, ho sempre odiato i lenti. da quando sono arrivato in questa città trovo che tutto sia troppo lento. Lento il traffico intasato, lente le cassiere al supermercato, lenti i cassieri in banca, lentissimi gli autobus e il barista che la mattina, con assoluta lentezza serve capuccino, di soia, e cornetto, alla crema, e che ancora più lentamente mi chiede 1 euro e 60 centesimi, come sempre, e come sempre lentamente cerca i soliti 40 centesimi di resto, nella solita combinazione di moneta da 20, 10 e due da 5 centesimi, che inevitabilmente incrementato il deposito di ferro sul comodino; sempre se non fosse impegnata a parlare con il vecchietto che ogni mattina sembra aspettarmi per entrare al bar per scegliere, lentamente, quale marca di latte prendere, ed alla fine scegliere quella della centrale, ovviamente sotto consiglio della cassiera che, lentamente, suggerisce "quella con il tappo blu" perchè più buono e perchè "poi ci sono i punti per i premi".
Ho sempre odiato quelli lenti, non reattivi, mi fanno imbufalire i re tentenna. zig zag babum stragulp braam brumbrum e il brum brum che ti da il gusto di aprire il gas e lasciarti tutto e tutti dietro. D’inverno adoro far correre le lacrime prodotte dal vento sugli occhi. Le adoro sentire scorrere lungo la guancia, correndo sul lungotevere deserto; a volte scommetto con me stesso su quale delle due arriverà per prima a perdersi tra le basette. Molto spesso non vinco. Io non scommetto quasi mai, non sono bravo nel gioco, neppure troppo nell’amore.
Però è strano il motivo per cui odio i lenti. Forse colpa di mamma che da piccolo mi sgridava ogni qualvolta perdevo un attimo del mio tempo rubandolo alla vita. Forse è stata Urbino, con i suoi giorni esasperatamente lenti, troppo uguali a loro stessi. Forse. So solo che poi ho sostituito la moto alla bici, relegato la macchina alle serate galanti e dimenticato la bellezza del viaggiare sostituendola con la voglia di arrivare. Se avessi viaggiato per davvero forse avrei preferito l’aereo al treno. Per fortuna che non mi sono mosso troppo.
Poi d’improvviso un pistone d’acciaio va a stridere contro le pareti d’acciaio del cilindro. Si stacca un pezzo della testata. Un sottile proiettile d’acciaio che entra all’interno della trasmissione. Dalla marmitta esce un lamento misto a fumo bianco. Ciao ciao motore, ciao ciao scooter.
Salto indietro nel tempo. Riscopro la gente. Prima era solo ombre a lato della strada, ostacoli da non centrare agli incroci, impedimenti al mio fluire. Odio i lenti, odio la lentezza, ma da oggi rimparerò a muovermi alla velocità della vita.

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CHAVEZDa giovedi’ 10 settembre, sul sito www.current.it sarà disponibile il manifesto del docufilm ‘La Minaccia’ dedicata alla figura del presidente venezuelano Hugo Chavez, ma senza slogan. Il pubblico dovra’ completarlo inserendo una domanda che riguarda l’informazione indipendente in Italia. Il quesito piu’ pertinente e piu’ votato online sara’ acquisito da Current e retribuito con 1750 euro.

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BUONA AFFLUENZA ALLE PRIME PROIEZIONI A ROMA E MILANO
Parte bene il film di Erik Gandini uscito oggi in 71 sale in tutta Italia. Ottimi i 120 spettatori all’Eliseo di Milano, i 100 del cinema ‘Greenwich’ di Roma e gli 80 del ‘Quattro Fontane’ sempre nella capitale. C’era grande curiosità tra le persone in fila al botteghino perfino in un cinema come il ‘Metropolitan’ di Roma, sulle vie dello shopping capitolino, a due passi da Piazza del Popolo, che proprio non può essere definito un cinema d’essai. ‘Videocracy’, il film documentario che affronta il tema del potere della televisione in Italia, è uscito oggi nelle sale italiane, facendo registrare subito un’ottima affluenza nei primi spettacoli in un venerdì pomeriggio caldo e ancora estivo. “E’ uno scandalo che il trailer sia stato censurato da alcuni canali televisivi – tuona un padre entrando in sala con il figlio adolescente – mi aspetto un documentario, non un atto di accusa, e ci porto pure mio figlio, voglio che lui sappia”. L’attesa traspare ed è carica di una voglia di informazione: “mi aspetto un film importante, magari saranno cose che già conosco, ma spero che siano più approfondite”; “voglio informazione, ritengo che sia importante in un paese libero”. Quando l’attesa ha fine e il film inizia è silenzio in sala. Così come quando la pellicola termina. Il pubblico si alza e non ride, ma vuole parlare: “sconfortante”, “raccapricciante”, “deprimente”, “bellissimo, ma un po’ lento”. “Ha poco mordente -si affretta a dire un cinquantenne in maniche di camica – ma questo è lo scialacquato ritratto della pochezza dell’italiano medio”. Non hanno dubbi due ragazzi, studenti universitari: “é un urlo verso cose che gran parte delle persone già sanno, ma a volte si dimenticano. Colpiscono le immagini della regia del Grande Fratello e Lele Mora su tutti; lo passano in poche sale, non nelle maggiori, invece è un film che andrebbe visto ogni cinque minuti perché la gente dimentica in fretta, e alla fine vince Corona nudo”.


Set balneare per Gabriele Muccino oggi allo stabilimento Blu di Fregene, Roma. Dieci anni dopo ‘L’ultimo Baciò Gabriele Muccino torna a dirigere Claudio Santamaria in ‘Baciami ancora’, il sequel del successo del 2001 che lo rivedrà insieme a Stefano Accorsi, Giorgio Pasotti e Marco Cocci tornare a confrontarsi con i propri sogni e quello che sono diventati. Per Santamaria l’interpretazione di Paolo, trentenne in fuga dal mondo a bordo di un camper, valse la candidatura al David di Donatello. Ora Paolo sembra aver superato la crisi di Peter Pan e sul set lo ritroviamo a giocare tra castelli di sabbia con due bambini al fianco di Sabrina Impacciatore, Livia, che dieci anni fa aveva un figlio, ma era in rotta con Adriano, Giorgio Pasotti. Quali evoluzioni per i quattro amici trentenni? appuntamento all’uscita del film, prevista per Gennaio.

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