Ho sempre odiato quelli lenti, non reattivi, mi fanno imbufalire i re tentenna. zig zag babum stragulp braam brumbrum e il brum brum che ti da il gusto di aprire il gas e lasciarti tutto e tutti dietro. D’inverno adoro far correre le lacrime prodotte dal vento sugli occhi. Le adoro sentire scorrere lungo la guancia, correndo sul lungotevere deserto; a volte scommetto con me stesso su quale delle due arriverà per prima a perdersi tra le basette. Molto spesso non vinco. Io non scommetto quasi mai, non sono bravo nel gioco, neppure troppo nell’amore.
Però è strano il motivo per cui odio i lenti. Forse colpa di mamma che da piccolo mi sgridava ogni qualvolta perdevo un attimo del mio tempo rubandolo alla vita. Forse è stata Urbino, con i suoi giorni esasperatamente lenti, troppo uguali a loro stessi. Forse. So solo che poi ho sostituito la moto alla bici, relegato la macchina alle serate galanti e dimenticato la bellezza del viaggiare sostituendola con la voglia di arrivare. Se avessi viaggiato per davvero forse avrei preferito l’aereo al treno. Per fortuna che non mi sono mosso troppo.
Poi d’improvviso un pistone d’acciaio va a stridere contro le pareti d’acciaio del cilindro. Si stacca un pezzo della testata. Un sottile proiettile d’acciaio che entra all’interno della trasmissione. Dalla marmitta esce un lamento misto a fumo bianco. Ciao ciao motore, ciao ciao scooter.

Da giovedi’ 10 settembre, sul sito
Voglia di aprire un dibattito sui fenomeni paranormali, scherzo o una oscura ragione? Da stamattina, da quando cioé è apparso il nuovo logo di Google, un disco volante che rapisce la ‘o’ gialla, il popolo della rete si domanda quale sia il messaggio che il motore di ricerca vuole trasmettere con questa mossa a sorpresa. 
