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giornalismo

Oriana non era una santa, non ha mai neanche provato di esserlo.
Era una giornalista, anzi… una Giornalista!
un po’, ma solo un po’ diversa dai lecchini, ingellati, imponatati, cipriati, servizievoli,
 pardon, sudditi che popolano i media.
Davanti a Komeini si tolse il chador, ora davanti a Gheddafi …
 vabbè lasciam perdere altrimenti me la prendo anche con la brava "giornalista" che è la D’Amico… davvero è giornalista?!?
Mentre la nostra extraterrestre è stata sconfitta da un alieno, in Pakistan si cominciano a bruciare i pupazzi di papa Rotwailer
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..ops.. pardon Ratzinger, alias Benedetto XVI,
 beh, perchè c’è un po di differenza tra noi e loro..
 
noi siamo una cultura decadente, anzi..
siamo già decaduti, ma chissa’ perchè stiamo ancora a galla..
però a casa nostra possiamo insultarci,
possiamo fare finta di crocifiggerci ad una croce di ebano nero ad un concerto,
possiamo vedere il figlio di dio in una puntata di South Park 
possiamo scrivere un piano top secret per far perdere un po’ di soldi a qualche petroliere
 per poi rimangiarci tutto dicendo "non sono stato io"…
e poi fare pace e finire a "tarallucci e vino" … vignette
dall’altra parte toccategli il profeta e ti bruciano il culo (occhio papa ratzi),
ditegli che la guerra contro chi non la pensa uguale a te è sbagliata
e ti danno del fascista..
 razza di barbari..
pensa se gli dico cosa ne penso.. mi lapidano..
non vogliatemene, ogni cultura è bella,
ma se da una parte bisogna che vi sia rispetto,
dall’altra bisogna sapere non fare sempre la parte degli incazzosi, musoni!!
il timer della bomba demografica scorre molto velocemente,
presto la spinta di milioni di persone
provenienti da paesi con carenza di acqua e generi di sussistenza sarà insostenibile.
Il mondo arabo è già un territorio in fermento.
Di cosa abbiamo bisogno?!
di persone che sappiano fare il loro mestiere,
niente ministri tamarri che pensano che la cultura sia al Billionaire.
Abbiamo bisogno di non pensare male. Di non avere paura.
Di tentare di essere felici, rimboccandosi le maniche.
Abbiamo bisogno di pensare in modo anche solo un po’ meno campanilistico,
e già sarebbe qualcosa… ah l’Europa!!
l’Europa è già morta?
ho paura che al più sia un pulmino WW anni ’60 con il motore di un ape cross,
con qualche centinaio di grassi beoni che si ascoltano Baglioni
(o forse Masini visto l’andazzo)
al posto di fare qualcosa di concreto..
ops si scusate è vero… nn possono fare quasi nulla,
l’Europa la possiamo trovare solo in una lettera di una bambina mia nata
 composta a Roma, fra tanto sfarzo e gozzovigli..
VIGLIACCHI,
avete la coda talmente tra le gambe che non potete neppure camminare,
tanto ci sono le auto di servizio che li portano in giro a nostra spese.. touché
 
dell’America vogliamo parlarne?
naaa..un’altra puntata.. ora vado a fare una capatina al Mojito e
 a continuare le vacanze..
 
l’unica cosa che mi viene in mente sono le parole di Orwell in 1984:
"la consapevolezza di eddere in guerra,
 e quindi in pericolo,
fa si che la concentrazione di tutto il potere nelle mani di una piccola casta
sembri l’unica e inevitabile condizione per poter sopravvivere
[più sotto continua]
Non importa che la guerra sia combattuta davvero e,
poichè una vittoria definitiva è impossibile,
non importa nemmeno se la guerra vada bene o male;
serve solo che uno stato di belligeranza persista".

N.B. Hezbollah, di Fiamma Nirenstein. Grazia 13 Agosto 2006.

"la prima volta che sono venuto in contatto con gli integralisti islamici di Hezbollah, in mezzo ad una foresta, al di là del confine israeliano,in territorio libanese, sui tralici c’era una foto due metri per tre: la testa insanguinata di un giovane soldato tenuta per i capelli da una mano

[...]nella vicina cittadina di Kiriat Shmone conobbi le famiglie abituate da sempre a fuggire nei rifugi minacciate dai colpi dei missili.

[...] bisogna tornare al 1982, con la guerra del Libano condotta da Israele fino a Beirut, che aveva costretto le truppe del’Olp a fuggire.

Guidate dal loro leader Yassere Harafat, si erano insediate nel 1973 in Libano con grandi armamenti.

Israele allora occupò la fascia meridionale a Sud del fiume Litani per evitare il fuoco e le infiltrazioni di terroristi.

Gli Hezbollah, mussulmani sciiti, si creano una grande base di massa costruendo strutture di assistenza per la popolazione.

I due attentati terroristici, 241 soldati americani a Birut e un attentato suicida contro i francesi, misero in fuga le forze internazionali che si erano dislocate sul territorio a seguito del ritiro israeliano.

[...] Israele contava sulla risoluzione diciannove novantacinque dell’Onu, che stabiliva il disarmo degli integralisti a seguito del proprio ritiro.

L’esercito libanese avrebbe dovuto controllare il confine meridionale.

Hezbollah fece subito sapere che avrebbe considerato Israele occupante per una piccola collinetta sabbiosa, un piccolo cucuzzolo brullo, Sheba Farms [le fattorie si Sheba].

Nasrallah dichiarò in ogni occasione che nulla avrebbe mai concesso a Israele il diritto di vivere.

45anni, non dimentica di invocare insieme alla folla

<<morte ad Israele, morte all’America, morte all’occidente>>

e proclama,

oltre alla superiorità dell’Islam,

i principi più tradizionali dell’antisemitismo,

identici a quelli della Germania nazista.

Ai tempi della guerra civile libanese, negli anni ’80, Nasrallah riusci a conquistare la fiducia della Siria (che vede il Libano come una sua estensione territoriale) e dell’Iran (nelle mani dello sciismo estremo degli Ayatollah).

[...] gli Hezbollah hanno molti mezzi ricavati dai contributi, da traffici illeciti, e da un finanziamento di 100milioni di dollari l’anno da parte di Teheran.

[...] i palestinesi di Hamas, benchè sunniti, al ritiro di Israele da Gaza, hanno copiato il modello Hezbollah.

[...] Nasrallah è diabolicamente astuto: ha usato un esercito, armato con 13mila missili,

non contro un altro esercito,

ma contro la gente nelle case.

Le sue armi sono state schierate dentro le case della gente nei villaggi del Sud Libano, o nei quartieri roccaforte nel Sud di Beirut."

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