Cosa me ne faccio della realta’

e adesso che sono arrivato fin qui grazie ai miei sogni

Verde. Tendi i nervi della mano destra. Il polso ruota e il lungotevere d’improvviso scorre veloce alla sinistra. Poco prima di ponte Sisto l’asfalto piega verso destra e si apre incredibilmente vuoto. L’aria fredda passa sotto la visiera del casco dimenticata alzata, e allora giochi a far rincorrere le lacrime lungo la guancia. Il gusto della primavera che si avvicina, della giacca di pelle che scalda quanto basta, dei fiori che piovono dagli alberi, della luce che rincorre la sera. Troppo bello per tornare a casa subito, togli il gas, un colpo di freno e in piega su ponte Vittorio. Vasco nelle orecchie che ti ricorda che tocca a te. Tocca a te?! Cioè? tocca fare cosa?! due settimane correranno veloci come le ruote sull’asfalto, veloci da star bene, veloci da restarci male. Laurea e 25 anni subito dopo la curva, una curva cieca che non ti permette di sapere che vi si nasconde dietro. Freno o acceleratore? Arrivato fin qui seguendo i miei sogni, confondendoli con la realtà. Freno o acceleratore?

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1 commento
  1. albertino, dottore tra due settimane, con una megatesi da paura. non c’è niente da commuoversi, se non per avercela fatta da soli. e dietro la curva sai che ci sono solo bellissime sorprese, che arrivano sempre quando ti fai il c**o. ma vienimi a trovare a ny!! dai un’offerta così l’alitalia quando la rifà? al prossimo fallimento?

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