Slowly

sun, sea, beer... what else?
Io odio i lenti, anzi, ho sempre odiato i lenti. da quando sono arrivato in questa città trovo che tutto sia troppo lento. Lento il traffico intasato, lente le cassiere al supermercato, lenti i cassieri in banca, lentissimi gli autobus e il barista che la mattina, con assoluta lentezza serve capuccino, di soia, e cornetto, alla crema, e che ancora più lentamente mi chiede 1 euro e 60 centesimi, come sempre, e come sempre lentamente cerca i soliti 40 centesimi di resto, nella solita combinazione di moneta da 20, 10 e due da 5 centesimi, che inevitabilmente incrementato il deposito di ferro sul comodino; sempre se non fosse impegnata a parlare con il vecchietto che ogni mattina sembra aspettarmi per entrare al bar per scegliere, lentamente, quale marca di latte prendere, ed alla fine scegliere quella della centrale, ovviamente sotto consiglio della cassiera che, lentamente, suggerisce "quella con il tappo blu" perchè più buono e perchè "poi ci sono i punti per i premi".
Ho sempre odiato quelli lenti, non reattivi, mi fanno imbufalire i re tentenna. zig zag babum stragulp braam brumbrum e il brum brum che ti da il gusto di aprire il gas e lasciarti tutto e tutti dietro. D’inverno adoro far correre le lacrime prodotte dal vento sugli occhi. Le adoro sentire scorrere lungo la guancia, correndo sul lungotevere deserto; a volte scommetto con me stesso su quale delle due arriverà per prima a perdersi tra le basette. Molto spesso non vinco. Io non scommetto quasi mai, non sono bravo nel gioco, neppure troppo nell’amore.
Però è strano il motivo per cui odio i lenti. Forse colpa di mamma che da piccolo mi sgridava ogni qualvolta perdevo un attimo del mio tempo rubandolo alla vita. Forse è stata Urbino, con i suoi giorni esasperatamente lenti, troppo uguali a loro stessi. Forse. So solo che poi ho sostituito la moto alla bici, relegato la macchina alle serate galanti e dimenticato la bellezza del viaggiare sostituendola con la voglia di arrivare. Se avessi viaggiato per davvero forse avrei preferito l’aereo al treno. Per fortuna che non mi sono mosso troppo.
Poi d’improvviso un pistone d’acciaio va a stridere contro le pareti d’acciaio del cilindro. Si stacca un pezzo della testata. Un sottile proiettile d’acciaio che entra all’interno della trasmissione. Dalla marmitta esce un lamento misto a fumo bianco. Ciao ciao motore, ciao ciao scooter.
Salto indietro nel tempo. Riscopro la gente. Prima era solo ombre a lato della strada, ostacoli da non centrare agli incroci, impedimenti al mio fluire. Odio i lenti, odio la lentezza, ma da oggi rimparerò a muovermi alla velocità della vita.

http://happysmile.splinder.com

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