L’uomo che sapeva volare

“Ecco” disse l’uomo, “finito. Ora volerò.”
“Non sembri cotento” disse il bimbo.
“Forse emozionato. Contento no, sapevo che ci sarei riuscito. Ero sicuro, perché se non si è sicuri non si vola.”

Francesco Guccini, Icaro

Verso Nord

Tra le dita il cavo che dirige la vela è un coltello. Quando si infila nella carne l’uomo si chiede quanto possa resistere ancora. Quasi la vede. Manca poco e il deltaplano troverà la spinta giusta per rialzarsi. Si, la vela si gonfierà di quell’aria calda che risale dal fondovalle. Quell’uomo ci spera mentre guarda quelle rocce giù in fondo. E’ solo questione di quanto sole hanno ricevuto: troppo poco e quel buco sarà la sua nuova casa. Vorrebbe chiudere gli occhi. Ricorda che da piccolo pregava. Poi si era reso conto che pregava per chiedere. Chiedeva l’elemosina a Dio. E Dio era stato un passante distratto da altre faccende. Si rese conto che pregare non era per lui. Non voleva chiedere, ne tanto meno supplicare. Era vivo. Il resto voleva doverlo a se stesso. Si domando’ se ricordasse una preghiera; o forse per quelle cose serviva qualche cosa di specifico. Decise che non era il caso, sicuramente non lo avrebbe ascoltato proprio ora, 300 metri dalla fine. 300 metri in caduta quasi libera sono pochi secondi. Pianse. Gli occhi gli si annebbiarono per le lacrime e non vide più nulla. Così quando senti il suo corpo tirarsi verso l’alto non scorse il cielo farsi di nuovo vicino, non vide la terra allontanarsi, e credette di essere morto. Si per quell’attimo pensò che gli fossero spuntate le ali. Poi senti il suo sangue colare sull’avambraccio, e il dolore della carne delle mani. Se fosse morto non lo avrebbe provato. Questo pensò. E si rese conto che pensava, si rese conto delle sue mani, del suo corpo, del vento sulla faccia. Ci era riuscito. La tuta arancione lo avrebbe sicuramente reso troppo visibile. Doveva trovare qualcosa per coprirsi. Quella fu la prima cosa che pensò, mentre alle sue spalle suonava la sirena dell’allarme e dalle torrette di vedetta i fari piroettavano nel cielo e sulla scogliera cercandolo. Oramai era già lontano e le lenzuola sembravano reggere. In faccia quel vento che risuonava attraverso le grate era un inno di libertà. Spinse più con la mano destra e quella vela rudimentale piegò verso est. Il sole sorgeva allora, e divenne bussola, mentre l’uomo che sapeva volare poteva giocare con i gabbiani che tornavano verso terra seguendo le barche dei pescatori.

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