Carteggi corsari

wal_b Capitano, ho puntato le vele verso occidente. La ciurma sonnecchia sottocoperta. Fuori un po’ piove, un po’ c’è quel sole che cuoce la pelle. Un po’ piove anche dentro, ma abbiamo riserve di acqua e di cibo per tutta l’estate. Il mare per ora è buono. Lisbona sembra infuocata dietro la nostra poppa. Dovesse giungerti la notizia che è bruciata sappi che questa volta non siamo stati noi. Capitano, i tuoi uomini chiedono di te: gli ho lasciati al solito sbronzi ed abbandonati tra le tette delle donne del porto.

Sai io non riesco a fermarmi molto a terra. Ho il mal di mare al contrario, senza il dondolio della barca non riesco ad andare dritto. Così sono ripartito.

Capitano, ho nascosto il resto del tesoro, quello che manca lo abbiamo speso in donne e rum. Ci conosci Capitano. Vado a far incetta di ori e di nuovi orizzonti. Se mi cerchi non usare la bussola, sappi che non la guardo. Piuttosto alza gli occhi al cielo. Cercami dove la luce è più forte e quando sentirai i tamburi suonare fino all’aurora, beh allora sarai vicino.

I miei omaggi Capitano, la mi si diverta frattanto. Vele all’orizzonte. La ciurma già prepara i cannoni e la sciabola d’abbordaggio smania di essere liberata dalla fodera. Quando questo piccione sarà a metà della distanza che ci separa saremo già tutti più ricchi.

Somewhere over the sea, 6 giugno 2010

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