wal_b Capitano, ho puntato le vele verso occidente. La ciurma sonnecchia sottocoperta. Fuori un po’ piove, un po’ c’è quel sole che cuoce la pelle. Un po’ piove anche dentro, ma abbiamo riserve di acqua e di cibo per tutta l’estate. Il mare per ora è buono. Lisbona sembra infuocata dietro la nostra poppa. Dovesse giungerti la notizia che è bruciata sappi che questa volta non siamo stati noi. Capitano, i tuoi uomini chiedono di te: gli ho lasciati al solito sbronzi ed abbandonati tra le tette delle donne del porto.

Sai io non riesco a fermarmi molto a terra. Ho il mal di mare al contrario, senza il dondolio della barca non riesco ad andare dritto. Così sono ripartito.

Capitano, ho nascosto il resto del tesoro, quello che manca lo abbiamo speso in donne e rum. Ci conosci Capitano. Vado a far incetta di ori e di nuovi orizzonti. Se mi cerchi non usare la bussola, sappi che non la guardo. Piuttosto alza gli occhi al cielo. Cercami dove la luce è più forte e quando sentirai i tamburi suonare fino all’aurora, beh allora sarai vicino.

I miei omaggi Capitano, la mi si diverta frattanto. Vele all’orizzonte. La ciurma già prepara i cannoni e la sciabola d’abbordaggio smania di essere liberata dalla fodera. Quando questo piccione sarà a metà della distanza che ci separa saremo già tutti più ricchi.

Somewhere over the sea, 6 giugno 2010

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le bollicine risalgono la bottiglia ambrata, quasi volessero rincorrersi..

cazzo perché corrono pure loro.. è un’ossessione questa del correre?! tutti ad andar dietro al tempo, ed io che ci ho sempre avuto problemi.
Ingenui e testardi, poco furbi caso mai. Calendari a chiederci se stiamo vivendo abbastanza? dicono che a volte serve un motivo, e certe volte ti chiedi se è tutto qui.. si è tutto qui.. a parte che le stelle non si vedono in città, tutt’al più puoi andare a caccia di stelle in riva al mare, magari con uno spicchio di luna che si specchia nel porto.
che tanto per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.. ma sono quelle sere passate con te stesso, le più intime.. no non sono triste, sto bene grazie.. no non voglio uscire.. te l’ho detto sto bene così, davvero non ti preoccupare.. c’è la musica, c’è anche un po’ di silenzio.. poi domani siamo pronti.. tranquilli domani ci sono, ma oggi no, oggi ho da fare..

di quanti frammenti è fatta la nostra vita??

Tracce

ho corso talmente tanto che guardando le foto degli ultimi anni mi è venuta la voglia di fermarmi un attimo per assaporarli un pochino, per sentire il gusto dolceamaro del ricordo. In portoghese esiste una parola per definire quel sentimento. Non si traduce in italiano. E’ Saudade, ed è Saudade e basta. Basta sentirla, è perfetta. Già nel suono esprime tutto. Esiste perché per secoli gli abitanti di Lisbona si sono affacciati sull’oceano, scrutandone la vastità degli orizzonti, la pienezza dei colori, la ricchezza della vita, l’energia della luce, l’infinito in cui perdercisi, l’andare e il tornare delle navi; così sono i ricordi,così sono le foto: inviate lontane, nel tuo mare interno a cui ogni tanto è bello riaffacciarsi. Beh, è bello aprirsi una birra, stendersi sulla tua spiaggia dentro e guardare i ricordi andare e venire, come navi in un porto. Se scenderà una lacrima, non preoccuparti, non sarai triste.. è il tuo mare dentro.

ci sono sere in cui anche il cielo sembra non capire poi molto

To The clashes

ci sono sere in cui anche dio rimane stupito

ci sono sere d’inverno in cui il cielo si riempie di lampi, e pare d’essere passati direttamente ad agosto

ci sono quelle sere e nel mezzo di tutto questo ci siamo anche noi, con la tv spenta e la radio accesa a scandagliare tutte le frequenze per cercar le canzoni più belle da urlare per riempire i vuoti

c’è l’asfalto lucido dopo la pioggia fuori e ci sono le luci strobo dentro

luci e ombre

suoni pieni

ci sono sere in cui i volti muti parlano

ci sono sere in cui gli sguardi si incrociano

ci sono sguardi che si incrociano sulla strada da macchina a macchina e non ti aspetti di vedere lei a guidare e lui, il pidocchioso, arrovellarsi per cercare la cintura di sicurezza mentre lei abbassa il finestrino e tra le nuvole di fumo della sua sigaretta intravedi il sorriso farsi ghigno di sfida mentre abbassa a ritmo di musica il piede sull’acceleratore mentre il semaforo da rosso sta per farsi verde mentre giro lo sguardo e vedo la faccia del Commodoro farsi stupita quanto la mia

ci sono sere in cui riccioli d’oro smette di essere una bambina capricciosa a si mette alla guida di una fuoriserie e si diverte a guidare per i viali dell’Eur

ci sono sere in cui gli uomini non guidano e si siedono di fianco per farsi due risate guardando le nostre facce stupite ancora ferme al verde

ridevamo

http://happysmile.slinder.com

costringi un leone in gabbia e avrai un essere affamato di vita


Quei lacci troppo stretti lasciavano passare giusto il sangue che serviva al cervello per stare semicosciente.. però poteva sentire, odorare.. nei giorni in cui si sentiva più forte poteva intravvedere il soffitto, tre metri sopra di lui, ma non poteva girare lo sguardo, la testa bloccata al letto, come tutto il suo corpo.. ogni qualvolta il Dottore si attardava nel suo giro il sedativo finiva il suo effetto e poteva cominciare ad interrogare il suo corpo a tentare di muovere le dita dei piedi, così lontani, ma si erano i suoi e di chi altro se non i suoi, e quella mano benché disabituata a rispondere ai suoi stimoli era ancora la sua mano; si lo era, ne era certo.
Da quanto tempo era lì? chi era? erano queste le sue domande, non avrebbe mai potuto arrivare a chiedersi il perché fosse là dentro, prima avrebbe dovuto rispondere alle domande precedenti, e lo avrebbe dovuto fare prima che il Dottore tornasse ad occuparsi di Lui. Ebbe appena il tempo di ricordare il suo nome che già il Pentothal scorreva attraverso la flebo. Vide il Dottore allontarsi, aveva un sorriso che non lasciava pensare a nulla di buono
no fear/ Pic of Luca Rosato